Mouse shoulder (o spalla dell’impiegato)  è il termine anglosassone per descrivere una serie di disturbi specifici a carico del cingolo scapolare (spalla/scapola) e del collo, che colpiscono le persone che utilizzano il computer per molte ore al giorno.

spalla_impiegato_01Oltre ad essere una condizione che peggiora la qualità di vita dell’individuo ha una ricaduta importante sui costi sociali legati alle ore di assenza dal lavoro e ai costi relativi alla spesa sanitaria (negli Stati Uniti si stima che questo ha una ricaduta economica di circa 50 miliardi di dollari l’anno).

Le cause

Di solito è un dolore che colpisce un lato del collo e si irradia sulla spalla e può arrivare alla mano, è descritto come un bruciore o un dolore profondo. Senza i dovuti accorgimenti può durare per settimane o mesi e se cronicizza  basta un’ora circa di uso del computer (del mouse) per scatenare la sintomatologia.

Il cingolo scapolare è una zona che oggi è esposta a problematiche frequenti, dovute a fattori ambientali, posturali, da sovraccarico o traumi. È una struttura che riveste un importante significato sia funzionale sia comportamentale e di relazione con l’ambiente che ci circonda.

A proposito del rapporto funzionale tra spalla e rachide cervicale abbiamo una serie di relazioni che legano queste due zone anatomiche:

  • Meccanica: la spalla si articola con la zona toracica attraverso la clavicola ed è “sospesa” al collo attraverso numerosi muscoli e fasce.
  • Neurologica: il plesso cervicale e quello brachiale sono dei “gruppi” di nervi che fuoriescono dalle vertebre cervicali e arrivano ad innervare numerose strutture anatomiche in intima relazione con la spalla.
  • Fluidica: così come fanno i nervi, importanti strutture vascolari passano alla base del collo e salgono verso la cervicale o verso la spalla.

spalla_impiegato_02Se invece ragioniamo secondo schemi più globali ci rendiamo conto di come la spalla e la cervicale siano coinvolte reciprocamente e contemporaneamente in problematiche relative a tensioni e scompensi di catene miofasciali più complesse.

La postura

Un esempio è lo schema posturale detto “upper crossed sindrome”, in cui aumenta la cifosi dorsale e la testa si sposta in avanti con uno squilibrio muscolare evidente tra catene anteriori e posteriori.

Se pensiamo a quante ore passiamo davanti agli schermi dei PC, dei tablet o degli smartphone, ci rendiamo conto di come schemi posturali alterati vengano costantemente alimentati.

In questi casi il fattore tempo è determinante, ovvero, non conta “in che posizione mi metto” ma quanto tempo ci sto in quella posizione.

Quando si sta davanti al PC di solito si tiene il mouse lontano dal corpo.

I muscoli tra il collo e la spalla pian piano si contraggono per sostenere il peso del braccio, mentre quelli che tengono in posizione l’omero nell’articolazione tendono ad indebolirsi. Si capisce come tenere tale posizione per molte ore provoca sicuramente dei problemi.

Tenere il mouse costringe i muscoli del collo e del torace a sostenere il peso del braccio.

I sintomi

I sintomi più comuni della “spalla dell’impiegato” sono:

  • Dolore alla spalla con la quale si usa il mouse con sensazione di bruciore
  • Rigidità e dolore nella zona dorsale e attorno alle scapole
  • Dolore che si irradia alla mano con formicolio
  • Dolore al polso
  • Contratture muscolari diffuse o specifiche
  • Perdita di forza alla mano
  • Cefalea
  • In alcuni casi si possono formare delle cisti tendinee attorno al polso

La diagnosi

Dato che l’origine muscolare è sicuramente una delle cause, l’esame clinico rivela punti dolorosi e zone di tensione su muscoli come il trapezio, deltoide, sopraspinoso, elevatore della scapola, muscoli paraspinali e romboidi.

I test di mobilità ci mostrano una perdita di movimento della zona dorsale media e alta (soprattutto in flessione ed estensione) e della colonna cervicale (in rotazione). Saranno presenti disfunzioni specifiche su determinate vertebre sia dorsali che cervicali.

Le costole alte risultano meno mobili a causa della tensione dei muscoli anteriori del collo, spesso questo è responsabile dei formicolii al braccio o della sensazione di mano gonfia.

I test sulla spalla possono essere positivi rispetto a condizioni di tendinosi da sovraccarico (vanno sempre svolti per verificare se ci sono eventuali lesioni tendinee pregresse) o comunque mostrare limitazioni articolari.

Dato che i muscoli attorno all’articolazione sono costantemente in tensione, perderanno la loro efficacia nelle loro funzioni di stabilizzatori articolari per assicurarne il corretto movimento.

Il trattamento

Il trattamento farmacologico si è dimostrato utile solo per gestire la situazione temporaneamente (per qualche ora) e risulta un rimedio esclusivamente sintomatico.

L’approccio fisioterapico/osteopatico invece può fare la differenza nella prognosi di questa condizione patologica. L’obiettivo terapeutico prevede il trattamento di tre zone chiave come la zona toracica e costale alta, il tratto cervicale e l’articolazione della spalla.

Si devono necessariamente normalizzare tutte le disfunzioni articolari delle zone interessate. Le vertebre coinvolte saranno tutte quelle della colonna cervicale e le prime vertebre toraciche (da D1 a D4).

Essendo coinvolte queste vertebre si lavorerà necessariamente anche sulle costole alte.

L’articolazione della spalla va valutata e trattata per quelle che saranno le alterazioni della normale funzione fisiologica.

Il trattamento muscolare e fasciale prevede la gestione delle rigidità e delle tensioni accumulate in modo da rendere i tessuti più elastici.

Spesso il solo trattamento manuale non è sufficiente ad avere risultati sul lungo periodo.

E’ utile quindi programmare con il paziente una serie di esercizi e consigliare dei comportamenti da utilizzare nella vita quotidiana che vedremo nel dettaglio nella seconda parte dell’articolo.

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